Tiziana Cantone – La vittima di una popolarità non desiderata

In molti parlano della morte di Tiziana Cantone, la giovane trentunenne suicidatasi nello scantinato di casa dopo non aver più retto la pressione della realtà che le si era creata attorno.

Sono molte le opinioni che circolano, perché si sa, quando succede un fatto di una tale portata, tutti vogliono esprimere la propria opinione, tutti si sentono liberi di “puntare il dito” contro l’uno o l’altro, senza preoccuparsi dell’avere o meno ragione. Seppure sia stato un suicidio, infatti, sono molti i fattori che possono aver influito nel prendere una decisione così drastica.

L’uploader del video

Sicuramente, il primo “dito” dovrebbe essere puntato contro chi, per primo, ha caricato il video in rete e ha fatto sì che questo, che avrebbe dovuto essere personale, diventasse virale.

In altre società, ad esempio in America, pubblicare video privati è un reato che prende il nome di revenge porn e comporta 18 anni di galera. In Italia questo è reato solo quando i protagonisti del video sono minorenni. Recentemente si sta lavorando per estendere questo limite anche ai maggiorenni, perché, anche se è vero che per legge solo sotto i 18 anni le persone sono giudicate “incapaci di intendere e di volere”, qui non possiamo ridurre il tutto all’età della persona.

Dovremmo considerare, infatti, non solo se il soggetto filmato è maggiorenne o meno, ma anche il suo stato psicologico e se è stata rispettata la sua volontà nel rendere pubblico il video.

In alcuni siti web si legge che sia stata proprio la ragazza a caricare i video incriminati online ma, se anche così fosse, dovremmo sempre considerare lo stato emotivo in cui si trovava la persona al momento della pubblicazione e darle la possibilità di rimuoverli nel caso in cui le arrechino danno.

La fama

Il secondo colpevole che potrebbe essere indicato è la voglia di popolarità e di affermazione che, spesso, spingono ragazze ingenue a fidarsi delle persone sbagliate o semplicemente a avere atteggiamenti di cui, in futuro, potrebbero pentirsi. Anche in questo caso, non possiamo limitarci all’età della persona, perché anche se è vero che l’adolescenza è per eccellenza l’età in cui si è più ingenui, lo si può essere a qualsiasi età, magari per motivazioni differenti ma pur sempre di incoscienza si tratta.

A questo punto occorre fare un'altra riflessione: la fama può essere desiderata da tutti, sia da uomini che donne, ma solo quest’ultime vengono viste in malo modo, perché?

Se fosse stato un uomo il protagonista di quel video sarebbe stato visto come un qualcuno da imitare, un idolo del web con cui fare foto; ma una donna non può permetterselo. Per una donna è totalmente diverso.

I social

L’ultimo, e forse il più importante è rappresentato dai social network.

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe accaduto se questo video fosse stato girato solo venti anni fa? Senza Facebook, ad esempio, cosa sarebbe successo? Il video sarebbe stato così popolare? Non penso, magari se ne sarebbe comunque parlato e, sicuramente, la ragazza sarebbe stata riconosciuta da qualcuno, ma invece di cambiare nome, forse sarebbe bastato cambiare città per ricominciare o semplicemente aspettare che questo venisse dimenticato.

Cos’è cambiato con l’era digitale?

I cambiamenti importanti portati dai social sono essenzialmente due: chiunque può essere portatore di informazioni (in alcuni casi anche di disinformazione) e la velocità di diffusione di foto, video… è molto più rapida tanto che un’informazione può arrivare a tutto il mondo in pochissimo tempo.

Basta infatti semplicemente essere iscritto ad un social network, condividere un post digitalmente, per poter potenzialmente influenzare i propri simili. Questa, spesso, non è legata al contenuto vero e proprio ma all’affermazione dello status che la condivisione ci garantisce. Il rischio che si corre è quello di credere di essere liberi quando, in realtà, seguiamo semplicemente quella voglia di affermarsi, che ci spinge ad a scrivere e condividere ciò che ci farà ottenere più “like”, in termini di apprezzamento personale.

Perché spesso, quando si posta, non si pensa alle conseguenze che possiamo generare.

Tiziana Cantone è stata vittima di questo meccanismo? Non possiamo saperlo.

Se fosse stata veramente lei a pubblicare i suoi video, la situazione potrebbe essergli sfuggita di mano, potrebbe non aver considerato tutte le conseguenze generate da quel gesto, che le ha portato questa atroce popolarità, ma che, allo stesso tempo, le ha rovinato la vita.

Condividere può essere pericoloso, soprattutto se non ci rendiamo totalmente conto di ciò che stiamo condividendo o di ciò che stiamo scrivendo, perché il pericolo è quello di scrivere notizie che andranno poi ad influenzare gli altri utenti.

Tiziana Cantone è vittima dei social?

In un certo senso sì, ma non direttamente. È vittima delle persone che hanno fatto diventare un tormentone la sua frase “stai facendo un video? Bravo”; è vittima di quella popolarità, adesso non desiderata, e in un certo senso, è vittima della società.

Una società che ha portato una ragazza a dover cambiare nome e città perché non disposta a cancellare quei video dai social. Una società che parla di prevenzione ma che impara solamente quando tutto si conclude nel peggiore dei modi.

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