Selfie – Quando l’autoscatto diventa una malattia

La sindrome da selfie? Esiste, ed è più pericolosa di quel che sembra

Alzi la mano chi non sa cosa sia un selfie! ?

Una parola semplice, che si è radicata velocemente nella nostra cultura con l'avvento delle webcam prima e degli smartphone in seguito, e che letteralmente significa "autoscatto realizzato con un dispositivo digitale e caricato sui social network".

Con l'avvento degli smartphone e la diffusione a macchia d'olio dei social media, i selfie sono diventati uno dei cavalli di battaglia degli utenti del web. In effetti, quanto tempo ci vuole per scattarsi un selfie?

Pochi secondi.

Immortalare noi stessi non è mai stato così semplice come al giorno d'oggi! Quindi via libera agli autoscatti, in ogni dove, in ogni tipo di situazione, in qualunque modo. I selfie, insieme ai social media, hanno avuto un impatto considerevole sulla vita sociale di molte persone.

Ed è proprio di questo che vogliamo parlare.

LA SINDROME DA SELFIE ED IL NARCISISMO 

L'Associazione Psichiatrica Americana (APA) ha definito l'ossessione da selfie come una malattia narcisistica, figlia della vanità. Pensateci bene, quante persone vedete nella vostra vita che sono letteralmente annebbiate dai selfie?

Un semplice allenamento in palestra può facilmente diventare il luogo di uno shooting fotografico, al giorno d'oggi. E quindi via libera agli autoscatti durante gli esercizi, al fisico, e dopo la palestra.

Anche situazioni come cene di gruppo, aperitivi o feste possono essere il "luogo social" perfetto per un selfie da soli o in compagnia. Fare autoscatti è diventato uno degli "sport" maggiormente preferiti dalla società, e si è radicato talmente bene che ormai è quasi impossibile pensare ad un mondo senza selfie o social media.

Suona brutto dirlo, vero?

La situazione però si estende oltre il semplice "scattarsi una foto". L'APA ha individuato tre livelli differenti di "Sindrome da Selfie":

  • Saltuario - Una media di 3 autoscatti/giorno, ma senza la sicurezza di postarli sui social media.
  • Acuto - Un numero superiore a 3 autoscatti/giorno con la sicurezza di postarli quasi tutti sui social media.
  • Cronico - Un numero che si avvicina a 6-7-8 autoscatti/giorno, ma anche di più. In questo caso il disturbo è cronico, parliamo di ossessività allo stato puro che induce la persona a fotografarsi di continuo e postare sui social media la maggior parte degli scatti.

Dietro questi tre livelli di disturbo si cela una continua ricerca d'approvazione, fatta di like, commenti e cuoricini.

Condividere sè stessi per ricevere approvazione dagli altri: è davvero questo ciò che cerchiamo? 

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