Facebook contro il revenge porn

Il social sta ideando un modo per combattere il revenge porn creando un propro database.

Nella cronaca nera degli ultimi anni si sente spesso parlare di ragazze che, in seguito alla pubblicazione di una loro foto intima su Facebook, hanno deciso di togliersi la vita.

Tiziana Cantone e Amanda Todd sono alcuni esempi di queste tristi storie che hanno in due caratteristiche in comune:

  • Una loro foto intima è stata caricata dal social contro la loro volontà;
  • Facebook non è intervenuto nella cancellazione del dato fino a che tutto non si è concluso nel peggiore dei modi.

Cosa si intende per Revenge porn?

Il revenge porn è un termine inglese che indica la pubblicazione su internet di foto e video (anche molto intimi), per vendicarsi della persona ritratta (nella maggior parte dei casi si tratta di donne).

In Italia questo reato è descritto nell’articolo 612-ter del codice penale ed è punito con la reclusione da 1 a 3 anni.

In cosa consiste il nuovo metodo ideato da Facebook?

Il social ha creato un porno database in cui le vittime ritratte caricheranno direttamente le foto o i video illecitamente caricati, che verranno segnalati e resi automaticamente leggibili dalll’intelligenza artificiale di Fb.

Ogni volta che Facebook riconoscerà una di questa foto provvederà immediatamente a rimuovere tutte le copie di quella foto che circolano al suo interno.

Questo programma verrà inizialmente testato solo in Australia in cui sarà coinvolta anche una agenzia del governo australiano che si occupa di sicurezza in rete.

Il progetto prevede la creazione di un portale nazionale in cui i cittadini potranno inviare ed indicare foto che potrebbero essere indebitamente diffuse. Queste verranno poi segnalate all’ufficio di eSafety, che provvederà ad indicarla a Facebook e ne impedirà il caricamento.

Sarà una soluzione valida per combattere il revenge porn?

Certamente rappresenta un forte passo in avanti verso un rete più sicura.

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